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Sky is the limit
Detta così un po' alla brutta, da queste parti stiamo con Sky per tutta la vita. E non perché si debba sempre parteggiare contro ma per mero opportunismo: vuole il caso che io sia un abbonato Sky e piuttosto soddisfatto, non fosse per altro che per la possibilità che mi dà di poter scegliere tra un'offerta maggiore e leggermente più intelligente. Leggermente, no cose dell'altro mondo, solo un po' meglio.
Io sto con Sky perché non mi importa che l'Iva agevolata per le pay tv non stia né in cielo né in terra. Chi decide cosa sia o meno campato per aria? La Morale, Massimo? Ok, allora anche io ho una mia lista di cose amorali e ti assicuro che al primo posto non c'è un trattamento agevolato dell'Iva per Sky. Anzi: a voler ben vedere bisognerebbe che il PD starnazzasse per l'unica cosa sensata da fare, e cioè allineare le restanti Iva (tipo quella dei CD, dei Libri eccetera) verso il basso e non rompere i coglioni gratis purché Berlusconi sia inviso a più italiani possibile. Quello accadrà comunque, ma sarebbe meglio procedere cum grano salis.
Io sto con Sky. Perché al contrario di quello che ha da dire D'Alema-privo-di-vergogna, non è il maggiore competitor di Mediaset: è l'unico competitor di Mediaset, sveglia! E sto con Sky perché non mi tratta da mentecatto, perché siccome pago un abbonamento mi dà quello che sottoscrivo e lo chiama "abbonamento" e non ha mai preteso che pagassi prima di fare un contratto con loro; non pretende che lo Stato si occupi dei suoi affari, la sovvenzioni, la salvi, la disfi, la venda, la la la. Sì, fa un po' di casini alle volte ma almeno sono altri, nuovi, che se si incazzano (e belin se si sono incazzati) fanno uno spot che se avessimo aspettato la Rai lo avremmo visto nel 4016 mentre la gente va in gita su Orione con il teletrsporto. Sto con loro, anche se stanno facendo la solita porcata italiana di non assorbire un loro problema che hanno con il Governo e lo girano direttamente sull'utenza.
Dice, in un modo un po' intimidatorio che se il Governo non dovesse ritirare la cosa allora il nostro abbonamento aumenterà di conseguenza. Palle, grosse come delle case non è così automatica la cosa, ma sto con voi lo stesso. Perché non posso, perdio non posso, non posso tornare a Giletti e Papi, non posso. Per piacere, fate i bravi.
Techno President (and may God save the Net)*
E il millonevecentocinquantasette.
Lei ha la mia età: trentuno.
Buon Natale - poi riguarda sul foglio - Venticinque anni fa venne per la prima volta trasmesso laugurio natalizio di mio nonno, con la radio. Oggi invece raggiungiamo un altro traguardo, poiché grazie al televisore, per molti di voi, è addirittura possibile vedermi, da casa vostra, il giorno di Natale. La mia stessa famiglia è solita radunarsi e guardare la televisione, lo sta facendo anche in questo preciso momento, e credo anche voi. Spero vivamente che questo nuovo medium possa rendere il mio messaggio di Natale meno impersonale e maggiormente diretto. read more.. Il fatto stesso che molti di voi, oggi, possano finalmente vedermi è indubbiamente significativo di quanto le cose cambino rapidamente attorno a noi e poiché le cose cambiano non sono affatto sorpresa che alcuni possano sentirsi perduti e non sappiano decidere a cosa tenersi ben saldi e cosa scartare, come godere di questa nuova vita che avanza senza dover necessariamente gettare quanto di buono ci fosse nella vecchia. Eppure il problema non sono le nuove invenzioni. Il problema sono la gente che non pensa read more..
Quando vi dico che determinati popoli, grazie anche alla guida di sovrani particolarmente illuminati, hanno risolto molti dei nostri odierni problemi cinquantanni fa, è perché so cosa dico. Da un lato -è vero- sono un po presuntuoso, dallaltro ho voglia e passione per perdere cinque minuti del mio tempo e mettervi a parte che cè vita al di là delle Alpi. Avete appena letto il pensiero di una giovane donna tuttora regina di Inghilterra. Dio la salvi.
Lanno scorso, dopo cinquantanni esatti, la Casa Reale Britannica apre il Royal Channel su YouTube, e per la prima volta il tradizionale messaggio dauguri viene trasmesso anche lì. E poi hanno fatto un podcast, e poi un video-podcast. Elisabetta II va matta per la Wii, aveva un Blackberry e ha esplicitamente chiesto che la comunicazione della Famiglia Reale fosse in qualche modo digitalizzata. Ha ottantadue anni. Ed ha anticipato di uno lOnda Anomala Barack Obama, sapevate che saremmo finiti lì: non fate quelle facce.
Del quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti si dirà molto, di qui ai prossimi anni. Io ricordo solo che ad un certo punto si capiva che qualche cosa di diverso cera. Ma sul serio. Lho visto andare ad MTV, ospite dellequivalente di una nostra trasmissione ggiòvane con la doppia g e la o molto aperta trasformata in dibattito alla bisogna. I ragazzi stavano lì e lo guardavano, e non cera timore reverenziale perché i ragazzi sono un po uguali dappertutto, e se stanno seduti negli studi di MTV non hanno sta voglia matta di avere tra le balle un politico. Simpatico, cool, ok: ma chi se ne frega datemi i ColdPlay. Barack Obama e il suo staff lo sapevano, allora si sono messi daccordo e hanno comunicato agli autori della trasmissione di far pervenire le domande anche dalla Rete, non si sarebbero tirati indietro. Ci sarebbe stato un confronto aperto sulle cose che interessavano ai ragazzi. Se avessero voluto parlare di guerra, di guerra avrebbero risposto. Calze? Vada per le calze. Video giochi? A manetta, erano preparatissimi. La domanda arrivò da YouTube da uno che un ragazzino non era affatto e chiese conto della posizione dellallora Senatore dellIllinois sulla Net Neutrality. Potete cercare quellintervento e vedrete come Obama prima ancora di rispondere cerca di ricapitolare il concetto per coloro i quali non avessero compreso il soggetto della domanda. Citando i perché e i percome, Facebook, MySpace, dimostrò di possedere non già uninfarinatura sullargomento ma una decisa consapevolezza di quel che stava dicendo. Non si pretende che passi le giornate a pokare gli amici, ma perlomeno vive la nostra realtà, quella mia, la vostra, quella dei vostri conoscenti. Rifletteteci un secondo e se riuscite a deglutire il magone andiamo avanti.
Io non so come la racconteranno gli storici, io non sarei nemmeno in grado di cominciare un discorso del genere, non ho le basi per riuscire a risalire il filo dArianna e spiegare ai posteri che cosa è stata lelezione e prima ancora la campagna e prima ancora la corsa alla nomination di quello che vedrò con i miei occhi fare il presidente della prima superpontenza del mondo e faro, nel bene e del male, della cultura occidentale dellera moderna ma quello che invece so è che ha vinto perché da un lato si è scrollato di dosso (o non ha mai avuto) quella patina di magari-fosse-snobismo tecnologico che invece è solo sfiga, e dallaltro perché una volta che ha capito -che lui e i suoi hanno capito- non sè messo a fare tante domande e ha organizzato una campagna ad alzo zero su YouTube. Se la domanda fosse Barack Obama ha vinto perché oggi cè YouTube?, la mia risposta è: santo cielo sì, tornate sulla terra.
Dico così perché consapevole dellunica cosa che conosco a mena dito: la mia esperienza. Ho seguito sufficientemente dal principio e decisamente sino in fondo lavventura di quelluomo. Lho ri-visto dal soggiorno di casa sua guardami negli occhi e spiegarmi perché stesse per intraprendere una cosa del genere. Lho ri-visto girare gli Stati Uniti in lungo e in largo e convincere le persone una per una, rispondere loro, alle loro provocazioni, ridere, scherzare, mangiare; lho ri-visto vincere un pezzo alla volta. Ho ri-visto i suoi supporter fare le canzoni che inneggiavano al suo slogan, ho ri-visto le interviste ai suoi detrattori, ho ri-visto gli endorsment che ha ricevuto, dagli amici, dai politici e da Oprah Winfrey. Ho ri-visto. Perché in diretta, fosse anche solo per questioni di fuso orario, non avrei potuto. Ed è capitato perché cè YouTube, oggi: non perché sono bello, o perché mi impegno, o per i Monsoni. Anche nel 2004 ero bello e cerano i Monsoni e mi ero impegnato ma allora linformazione on-demand era una chimera. Fine della questione con buona pace della tv-come-vuoi-tu, il futuro che non cera, eccetera. Io ho seguito gli avvenimenti di cui ero interessato in mille modi differenti perché qualcuno ha pensato di rispondere alla domanda latente di un ragazzo dallaltra parte del mondo che lunica cosa che sapeva per certo era che voleva conoscere come andavano le cose al di là delloceano. Avessero trovato un modo! E lhanno fatto. Fate un piccolo esame di coscienza. Secondo voi una folla ululante sè radunata a Berlino inneggiando ad un uomo che con loro non avrebbe avuto nulla a che vedere perché tutte le mattine usciva da casa per comprare il Wall Street Journal o il Washington Post? Siamo seri per piacere. Questa cosa ha un nome: internet, la rivoluzione portata da.
La campagna elettorale guidata da David Plouffe è stata un laser. Nei contenuti? Sicuro come loro. Nella forma? Puoi scommetterci gringo! Non è che si sono svegliati la mattina e hanno deciso che già che non sapevano che fare allora pubblichiamo ste due robe sul blog. E un media plan, no? E evidente che lo sia. Apri il sito ufficiale, il canale su YouTube, ogni social, presenti anche nel microblogging. Ovunque. Ovvio quasi, è che prima di fare gli sbruffoni e depennare il tutto come lapalissiano bisognerebbe compiere questo sconvolgente gesto rivoluzionario di pensare ad internet (con la i minuscola) quale contenitore di media. Nuovi media, non necessariamente in competizione con i vecchi, alle volte complementari. Fatto questo sforzo atroce probabilmente si è in grado di pensare a come utilizzare questi nuovi canali per veicolare il proprio messaggio. Ad averne uno, tra laltro. Lo dico perché non venisse di nuovo in mente che basti fare un sito con il nome della nostra nazione, o tradurre uno slogan, o scimmiottare gli anglosassoni per credere di poter raggiungere altrettanti risultati. Lo dico perché una giovane signora cui è capitato di fare pure la regina ce lo diceva cinquantanni fa: non vi preoccupate, le cose restano le stesse, cè solo un modo nuovo e forse migliore per raccontarvele.
Io non posso insegnare alla politica nostrana cosa sia un techno president, di cui a brevissimo sentirete parlare dai maggiori organi di informazione nazionale, perché dato che non si tratta né della mia professione né della mia missione (e visto che non sono un martire) mi fermo prima. Mi fermo quando so, per certo, che sarebbe lennesima volta in cui si sta cercando di importare il contenitore ma non si ha nulla da metterci dentro. E sono cose che scopri quando ti senti rispondere che i Social Network sono il nuovo centro di aggregazione giovanile sì ma che Facebook è per sfigati, che Second Life è in declino, e che il popolo dei blog, e che il popolo dei fax, e che che che noia. E già il linguaggio che è sbagliato. Lo spirito che cè dietro è sbagliato. Cè sempre qualche cosa da spiegare, e nel farlo con quellatteggiamento da adesso ti insegno io la vita che la so lunga. Quando va bene. Quando va male si chiede di oscurare i siti, o si parla di internet argomentando di pedofilia. Cè chi è giunto a ritenere di valida esposizione una frase che prevedeva che fosse tale e tanto lo squallore che, fosse per me, io questa Internet la chiuderei. Cè da vergognarsi non da sorridere. Sono cose che vengono pronunciate da persone che hanno il ruolo di decidere se e quando i comuni cittadini possono o meno avvalersi della tecnologia e come. Il linguaggio è una cosa importante, non lo si può usare a caso. Obama aveva bisogno di dare una sferzata di novità allintero suo motore, non si sarebbe potuto presentare come lennesimo che passava da lì, sempre uguale a prima. Quelluomo parlava, io lo ascoltavo, e lo sentivo dire delle cose che non capivo come fosse possibile sapesse. Poi ho cercato e ho scoperto che il suo speech writer è un ragazzo di ventotto anni, si chiama Jon Favreau è nato nel 1981 e ha convinto circa 70 milioni di persone nei soli Usa. E lo ha fatto, anche, parlando delle cose di questo mondo qui. Quelle che hanno un nome, un cognome e una marca, alle volte. E questa cosa è suonata naturale, normale, appartenente al nostro mondo. Lho fatto io per voi, sono andato ad ascolare un po di dibattiti nostrani, sembrano in un film. Sapete la storia dei film che raccontano tutto ma non la storia del cinema, no? Lo spiegano bene in Santa Maradona, tu vai a vedere Rocky III ma in quel mondo lì, quello di Rocky III, i personaggi non hanno mai visto Rambo perché il film di Rambo non è mai uscito. La politica è uguale. Nessuno parla di Vita, parlano attorno alla vita. Con la delicatezza di chi non vuole sporcare. Hai voglia a fare siti e spedire newsletter, non è più quello il punto.
Il techno president, come lo chiama la CNN, è un afro americano di quarantotto anni che adora le email, vive su internet perché ci lavora con internet tanto quanto lavora con i giornali, le televisioni, le radio, la carta e la penna e la testa. E un microcosmo di cose quello che ti porta ad aprire il tuo canale su Twitter e raccontare in microblogging un dibattito. O a scattare decine di fotografie nella lunga notte che ti porterà allelezione a Presidene degli Stati Uniti e pubblicarle su Flickr. Ma prima devi sapere che cè Flickr e perché Flickr. E cosa verrà domani e dopo Flickr. E non è il diavolo, è la vita normale, sapendo a cosa attaccarsi saldamente e cosa scartare senza terrore, senza ansie. Perché è solo un mezzo. Ma è un mezzo che aiuta centinaia di milioni di persone a capire meglio. Milioni in tutto il mondo. Io non darò giudizi a priori. Io non so come andranno questi primi quattro anni da presidente di un uomo che quando arrivava da qualche parte me lo diceva via mail. Ma quello che so è che il mondo ha assistito ad una cosa importante. La morale è che se sei un politico e stai per fare un dibattito e non inviti i blogger non è un peccato veniale è che non conosci una porzione di mondo; e se non ti frega niente, è spiacevole, ma hai torto perché quello lì è il mondo che verrà. Quello che ha guadagnato un altro canale di informazione e vuole che tu sia disponibile a farti ri-vedere, ri-sentire, che è questioning e non gli bastano tre cose messe in croce, quello che è il nuovo che avanza e avrà un sacco di difetti ma per certo sta provando a trattenere quanto di buono ci fosse prima. E si chiama internet, e dio salvi anche quello se gli avanza del tempo.
A Milano nevica da questa notte alle quattro. Il che significa, tutto sommato e come al solito inaspettatamente, contro ogni previsione, che alla fine le cose non sono poi così terribilmente gravi.
Anatema su voi
Trovo che inneggiare a Vladimir Luxuria vincente all'Isola dei Famosi quale "il nostro Obama" sia estremamente squalificante e fosse solo per questo il Prc si meriterebbe di perdere le prossime trenta elezioni. Non hanno più il mio voto da parecchie tornate, eppure c'è stato un tempo in cui sono stato davvero affascinanto dalla semplicità della vita che mettevano in palio. Il fatto è che ad un certo punto ho cominciato a percepire quella "semplicità" per vuotezza. E probabilmente non ci sono andato molto distante se quella che oggi viene indicata come il nuovo che avanza (nel Prc) negli studi di Rai 2 a domanda di Simona Ventura risponde: io ho patito la fame, io ho patito le punture dei mosquitoes.
Oh, Vladimir, te posso tocca'? Ma vaffanculo,va.
Amnesia e necrosi culturale
I Vescovi locali prendono la parola sulla questione della rimozione dei crocefissi dalle aule di Spanga. I socialisti di Zapatero mirano ad estendere la cosa ad ogni muro pubblico dello Stato. Vedremo chi vince, nel frattempo la Chiesa ha pensato bene di usare toni pacati e soprattutto commisurati individuando nel gesto una "cristofobia" che per certo distruggerà l'intera Europa e considerando che in occidente ritenere un crocefisso offensivo è sintomatico di "amnesia e necrosi culturale". Cosa non vera nel momento in cui non volessimo considerare l'occidente come una proprietà cattolico cristiana. Va da sé che i vescovi in questione e il Vaticano devono pensare che sia cosa loro, al che Zapatero fa più che bene a ricorare che tra gli spagnoli sono oramai vivi e vegeti differenti approcci culturali e religiosi che meritano rispetto. E non si vogliono togliere i crocefissi per fare uno sgarbo ma solo per essere tutti ancora più uguali, se il cattolici vogliono vendicare, che so, una sorta di ius soli facciano pure ma non è il modo migliore per essere tutti fratelli nel rispetto delle libertà degli altri. E non importa se "gli altri" sono pochi: in democrazia porti rispetto anche per i pochi se no si chiama oligarchia, se invece il potere è in mano ed è gestito da quelli che hanno i soldi (e diciamo le televisioni e i 2/3 dei quotidiani) plutocrazia; se invece comanda uno solo senza essere stato votato (o perché lo dice lo Spirito Santo e nessuno gli può dar torto) monarchia o dittatura o faraonato, nello specifico le differenze sono comunque ridicole tipo: l'ha detto dio, mio padre era re, io sono io. Così, a rinfrescarci.
Volendo affrontare il discorso della necrosi culturale, e nel farlo perdendo il minor tempo possibile, è confortante notare quanto il Clero possieda in effetti una tale stima ed un rispetto nei confronti della società e della cultura che ad essa si avviluppa (mutevole, nel tempo) da rendere tutto il più semplice e meno spigoloso possibile: ci pensano loro. Ad esempio, l'annosa questione dell'Immacolata concezione della Vergine Maria e la sua Assunzione in anima et corpore in cielo (cioè dal nulla s'è messa a volare verso il paradiso sino ad averla perduta di vista... ah e non è morta si è addormentata), è una cosa che ha impegnato i teologi di mezzo mondo per circa mille anni, poi il provvidenziale papa Pio IX si è preso l'onore di interpellare dio in persona e chiudere la faccenda con un documento che relegasse il tutto ad un dogma, cioè qualche cosa di cui non parlare più. Prendila così, non possiamo farne un dramma. Ve lo riporto per amore di necrosi culturale.
«Perciò, dopo aver presentato senza interruzione, nell'umiltà e nel digiuno, le Nostre personali preghiere e quelle pubbliche della Chiesa, a Dio Padre per mezzo del suo Figlio, perché si degnasse di dirigere e di confermare la Nostra mente con la virtù dello Spirito Santo; dopo aver implorato l'assistenza dell'intera Corte celeste e dopo aver invocato con gemiti lo Spirito Paraclito; per sua divina ispirazione, ad onore della santa, ed indivisibile Trinità, a decoro e ornamento della Vergine Madre di Dio, ad esaltazione della Fede cattolica e ad incremento della Religione cristiana, con l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.»
Ok, digiuno. Non capisco ma mi adeguo, anche i vegetariani non li capisco ma mi adeguo, metti che magari dio se digiuni ti ascolta di più. Ma perché lo Spirito Paraclito lo si invoca con i gemiti? Detta così, su due piedi: amici, lato necrosi è una bella gara.
Il 30 novembre in piazza Gramsci a Milano
Esiste un Fronte Nazionale per la Liberazione dei Babbi Natale e ha fatto un video, qui di seguito.
Gentile Irene Tinagli
Mi permetto di suggerire una risposta, che le potrà sembrare modesta, alla domanda -legittima- sul perché, dopo tanto entusiasmo, le sue (come quelle di altri) competenze non siano state utilizzate così come da "accordi". Ebbene, io credo che il problema in questo caso sia parzialmente il PD stesso. La parte del leone la gioca invece quel che il PD deve essere nei confronti degli italiani.
Gentile Tinagli, leggo dalle tre righe curriculari che le cariche assunte la portano a confrontarsi con società che hanno risolto i nostri odierni problemi più di un secolo fa. E' normale (e la invidio) che lei stessa abbia questa logica ferrea di azione/reazione (che la porta alle dimissioni, tra le altre cose), perché i popoli con i quali si confronta sono per l'appunto società mature. Pretendono responsabilità e coerenza in mancanza delle quali sanno corrispondere una o più conseguenze. Nemmeno a dirlo, questa cosa nel nostro Paese non avviene; non voglia scambiare questo mio commento per provincialismo cieco. Conosco alcuni dei problemi che veleggiano immediatamente fuori dai confini d'Italia, eppure continuo a notare la differenza. E il nostro difetto.
Credo, ho sempre creduto, che non vi sia Governo peggiore del popolo che lo ha votato, e temo valga anche per l'opposizione, per quanto -indubbiamente- di riflesso. Ora, lei si approccia con questa sua lettera di dimissioni, ad un mondo per il quale la sua stessa essenza è talmente aliena da risultare grottesca. Sa cosa fa "la gente" nei confronti di una lettera come la sua? Spallucce. E non perché non sia importante, ma perché non ne viene percepito nemmeno uno degli infiniti motivi a contorno. Nessuno, qui, se ne va perché sono venute meno quelle linee di coerenza intellettuale fondamentali per ritenere un progetto politico "una cosa seria", ricorda? Lei è la pazza. La Pazzia. L'opposto di quel che 20, 30 milioni di persone avrebbero fatto o solo immaginato e che anche i più arditi avrebbero dovuto in qualche misura ritrattare perché "tutti hanno un mutuo". Come può il PD non porsi il problema di dialogare con questa valanga di persone con gli stessi strumenti a loro così vicini? Come può esistere un partito fatto di persone come Lei quando il popolo non lo vuole, o peggio, non lo capisce, non lo apprezza? Come può quel partito fare tutto ciò ed avere un indirizzo così determinato quando è terrorizzato -terrorizzato- dall'assumersi il rischio di una sconfitta tremenda eppure, magari, propedeutica ad una straordinaria e solida rinascita?
Si è guadaganta la mia stima, Irene, per quel che vale. Ma non quella di milioni di persone. Tra i tanti altri che insieme comprendiamo, mi tocca dirle che in un Paese come il nostro il problema è anche Lei, sino a quando la base non condividerà almeno parte della sua incredibile rettitudine.
Stia bene.
Una persona sana di mente (si dimette)
«La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo allapertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze tecniche, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere.»
Pensarci prima? (e una piccola risposta a Filippo Facci)
Altra cosa, forse ultima direi, e decisamente marginale sull'affire PD-Villari-Vigilanza Rai. Walter Veltroni: ma non sarebbe bastato non mettere in lista ex Dc che al momento oppurto non trovano niente di meglio da dire che "i veri Dc non mollano mai", senza soffermarsi nemmeno un momento sul fatto che hanno in tasca la tessera di un altro partito e che quello cui hanno appena fatto riferimento non esiste più? Non è che si potrebbe curare il male a monte, o provarci, o dar prova di ritenerla una cosa sensata?
Punto due: Facci, tutto giusto quel che scrivi eppure credo di avere una risposta. E' che non si conoscono le nuove leve, stante che tra le vecchie non c'è scelta. Non lo saprò mai se qualcuno dentro al PD ha il talento e l'ardimento di svoltare sull'onda di quanto incominciato da Veltroni ma con in più le "palle" per andare fino in fondo senza ulteriori bluff o pietosi scivoloni e il coraggio di perdere, per bene, e farsi forza sulla base di quel che resta. Magari il nuovo leader è sommerso da qualche chilo di cazzate dentro una sezione scomparsa dalle cartine. Tanto c'ha da morire prima di scalare tutta la piramide. Prima di lui ci sono quelli che "è una vita che do il culo per il partito". O no?
E' anche così che stanno le cose, a destra e manca. Non farti passare per ingenuo, sai perfettamente che non c'entrano bravura o anche solo il carisma del leader. Sai per certo che non sono questi i requisiti. Conosci oltremodo bene il quadro di un Paese annichilito e ignorante al punto da non sapere più di cosa appassionarsi, perché appassionarsi né come. Scrivi due righe ai lettori del Giornale, due sole ma che contengano caratteri sufficienti a risvegliare almeno in loro la disperazione dell'horror vacui. Scrivi cose vere, non mestierare per compiacerli. Quello è banale.
A gradire
Dunque, non ve lo volevamo dire con tutta questa veemenza, ma della questione sulla Vigilanza Rai, una volta appurata la figura di merda del PD e l'indomito fare da presa per il culo del Pdl, onestamente, non ce ne frega un cazzo.
Amo Milano, ancora un po'
- Chist'è nu pass'carraie?
Silenzio.
A Milano è arrivato il freddo, non un freddo che uno dice. Freddino. La mattina in motorino va quasi bene, c'è poca foschia, la strada asciutta e il cielo bigio. Un mese emmezzo di rititardo ma quasi ci siamo. Sono lievemente depresso, è cambiato l'ufficio presso il quale mi devo recare ogni mattina e l'euforia da primo giorno di scuola sta scemando come il profumo dei pastelli.
- T'ho detto se è nu pass'carraie.
Io guardo quest'uomo perché alla seconda volta che qualcuno alza la voce a meno di due metri dalla mia persona tendo a distrarmi. Lo guardo e non mi capacito. Perché è evidente che si stia rivolgeno a me. A me che sto fermo sul marciapiede, al telefono, con il mio caffé in mano. Sto facendo gli auguri ad un caro amico, un amico di una vita, bevendo il mio caffè, è mattina, indosso un cappotto meravigliosamente autunnale e cerco di distrarmi, di confondere il vuoto che avanza, di sciogliermi nel giallo dominante dei pioppi che mi circondano. Cerco a mio modo di essere vivo e lo faccio provando a non disturbare.
- Ma lo parli il linguaggio italiano?
Quell'uomo, mi domando, quell'uomo sta davvero dicendo una cosa simile a me? E' da me che cerca una risposta? E' stato un lampo, un rush, un istinto omicida tramutato in decalogo, cadenzato dai nervi e la rabbia, e il fastidio. Guardami perdio, guardami per bene e leggi il labiale.
- ...il linguaggio italiano?
- Uno: "buongiorno"; due: "signore"; tre: "mi scusi"; quattro: "il lei, mi dia del lei"; cinque: "la risposta è: non la scuso, sono al telefono, non lo so. Lei fa analisi di fattibilità? No, io si. Lei fa l'ausiliare della sosta, il passo carraio è terreno suo, non mio. Sono qui per sbaglio, forse per poco, e comunque da poco. «T'ho detto se è nu pass'carraie» direi che non è il miglior modo per approcciarmi e «il linguaggio italiano» lo conosco molto bene, per questo le dico: se mi parla in napoletano la capisco ma le faccio un piacere. Non so se questo sia un passo carraio, dovrebbe dirlo lei a me, vuol fare gli auguri al mio amico Vito? Tanto oramai"
Eleanor Rigby è il secondo nome
Per aggiungere altra carne al fuoco, si sa mai che Repubblica e Corriere trovino il tempo di farci un altro pezzo su, volevo solo ricordare che Eleanor Rigby è stata la seconda scelta. In un primo momento Paul McCartney aveva selezionato "Miss Daisy Hawkins". Ma è solo una questione di metrica sono due pentametri e tutto quadra; un po' come "yesterday" e "scramble eggs".
Oh, sono quasi tre pezzi sui Beatles fatti e finiti, neh? Mi dovreste almeno una pizza.
Too avant-garde
Io sono qui che aspetto. Anche perché è stato inciso esattamente il giorno del mio compleanno dieci anni prima. E qualche cazzo di cosa deve volerla dire.
La religione che uccide (quella che non c'è: povera Englaro)
Vedi, hai centrato il punto. La tua volontà sarà rispettata. Tu vivrai attaccato al respiratore per sempre per quanto mi riguarda. Io non voglio ucciderti se tu non lo vuoi. Nessuno obbligherà alcuno a fare delle scelte se il degente allettato non avesse espresso il suo punto di vista a riguado. Anzi ora che lo so, perché l'ho letto, puoi contare su di me. E ti difenderò a spada tratta, in mancaza di altri, dico davvero.
Ora però dimostrami in quale modo una posizione laica potrà mai recare danno ai credenti. Prenditi la responsabilità di decidere se vivere o morire, ma fallo. E' questione di un attimo eppure risolve tutto. Perché è di te che parliamo. Cosa vuoi fare, vivere o morire? Riesci a decidere almeno questo? O forse sto sbagliando tutto, e mi scuso. Forse pretendo troppo da chi è abituato a delegare le proprie controversie a chi davvero può avere un contatto con il dio. Forse non si può semplicemente pensare piccolo, si deve per forza ridare un senso al Creato ogni volta. Quindi non si può far sì che ogni cattolico semplicemente dica: io vorrei restare attaccato al respiratore a vita, e farla fintia lì.
Aggiungo, un respiratore costa. Trent'anni di degenza pure e scommetto che non li pagheresti tu. Sarà meschino, ma visto che lo sai che tu e tutta la tua progenie vorrete restare appesi per sempre, fai un lavoro: compratene uno just in case.
Nessuno, o cattolico, nessuno vuole uccidervi. Nessuno vuole che divorziate. Nessuno vuole che vi separiate per essere coppie di fatto. Nessuno pretende che vi innamoriate di qualcun altro del vostro stesso sesso. Nessuno vi obbligherà mai. La domanda giusta sarebbe "quindi che cazzo volete da noi?" ma al contrario sarò più corretto e vi dico, cattolici: il punto non era se voi, proprio voi, nient'altro che voi sarete o meno tenuti in vita, un po' perché nel pensiero che prende forma di una futura società di persone emancipata l'etica e l'estetica cattolica sono una delle forme di pensiero che si può prendere in considerazione e non la. Poi perché nel rispetto che contraddistingue quelli che chiamate con affetto ed altrettanto disprezzo laicisti esasperati, era di già contemplato che, siccome ciascuno deve poter fare quel che ritiene più oppurtuno, ci sta pure chiudere un occhio sull'innata illogicità dei religiosi. Il punto era cercare di portare altrettanto rispetto a chi, al contrario, vuole morire e l'ha detto -voi potete non credervi ma alcuni lo dicono. Io lo dico, io voglio morire.
Sì, possa il tuo dio perdonarvi davvero, per essere stati così presuntuosi, nei millenni, da pretendere di sapere cosa è giusto in senso assoluto.
Casus belli (del saltare sempre sul carro sbagliato)
Dal giorno in cui è stato eletto il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è cominciata una rincorsa alla battuta più bella: il vincitore a mio umile modo di vedere è stato pubblicato anche su questo blog e sottendeva un concetto piuttosto semplice: dato che adesso siete fighi e noi siamo merde come al solito ma molto più simili alle merde che eravamo tanti anni fa quando anche voi eravate universalmente riconosciuti come dei fighi, ci date una mano? O meglio: ci invadete? ri-invadete?
E' stato un bel filone di battute ed alcune sono particolarmente riuscite, in conume avevano la sottile consapevolezza che l'invasione is not an option.
Ma il prode presidente del consiglio è riuscito a risolvere anche questa, non sia mai che gliene scappi una. Dalla Russia (che evidentemente lo stimola di brutto perché riesce sempre a dare il meglio di sé), dice a tutto il mondo -ed in particolar modo agli USA- che la storia dello scudo missilistico in Polonia è un po' sfrontata, e anche l'ingresso in UE delle ex-controllate sovietiche, il riconoscimento del Kosovo... "troppe scelte anti Russia". Belin, troppe, troppe scelte anti Russia. Soprattutto lo scudo di missili (che para il culo pure a noi, così a gradire...)
Luce verde yankees, potete mandare i caccia. I più nostalgici saranno sopraffatti all'idea che per arrivare infine ad appoggiare la Russia nel Grande Conflitto Finale delle Super Potenze Mondiali, è servito Berlusconi, altro che.
Hippie, la rivoluzione mancata
«Cè qualcosa di misterioso nel fenomeno del movimento hippie, qualcosa che è sempre sfuggito e che sociologi, politici, media, non sono mai riusciti a spiegare. Lo straordinario è come un movimento giovanile, durato poco più di tre anni, sia riuscito a far parlare di sé condizionando unintera generazione, come se fosse durato un decennio; e che ancora oggi, quarantanni dopo, riesca ancora ad affascinare. La sola spiegazione che sono riuscito a darmi di questo fenomeno è che debba il suo successo alla sua filosofia. Quello degli hippie, infatti, è stato lunico movimento culturale che ha fondato il suo credo esclusivamente nella divulgazione della pace e dellamore, senza aver mai abbracciato unideologia politica.»
Stasera la presentazione a Milano presso lo Spazio Tadini in via Jommelli, 24. Per tutti quelli che fossero interessati a riscoprire un movimento durato niente ma che ha cambiato il mondo. Per tutti quelli che sono ancora più interessati (e quasi li scambierei per degli spacca balle) l'autore è mio zio, così la facciamo finita subito e non solo lo dico ad alta voce, ma ne sono pure orgoglioso. Un tipico atto di "nipotismo" al contrario.
Segnali di Technopresident
In 48 ore dall'elezione il President Elect ha dato il La ad un nuovo sito, Change.gov. Per adesso povero di contenuti sarà a tutti gli effetti inaugurato il 20 Gennaio 2009; così, però, a smacco gratuito, l'hanno messo su in qualche ora e -incredibile- funziona. Prometto che cercherò di capire quanto sia costato, giusto per fare un piccolo paragone (www.italia.it). Nel frattempo i più smanettoni vorranno sorridere constatando che il sito in questione, nonostante si possa provare a forzarlo, elimina da solo il vetusto "www".
Con tutto il rispetto
- Niente, c'era un signore che mi guardava. E anche sabato scorso.
- Quello austero?
- Austero? Dio mio: esci da questo corpo! Dov'è la Laura, eh? Dov'è?!! Si, quello austero. Chi è che non c'ha la faccia da incazzato in 'sto palazzo? Sono tutti vecchi milliardari.
- Cos'è che diceva il cartello della spazzatura? Quello della differenziata...
- Che se non facciamo la differenziata potrebbero arrivare delle multe e per questo motivo di dire alle proprie badanti di fare attenzione; capisci? Non viene nemmeno preso in considerazione di poterlo fare da soli...
- Bah, chissà che voleva.
- No, nulla. E' che sono sempre lì in tuta a lavare per terra tutti i sabati.
- T'avranno preso per il marito perfetto che mi dà una mano.
- Diciamo per il filippino, ma vestito male.
Vi avviso che è offensivo (la grande G)
Andate su Google, cercate "cristo". Date un'occhiata alle ricerche correlate.
Qui di seguito lo screenshot (oh, vi ho detto che è offensivo - non cliccate).
Convertitevi e ritiratevi
"Osama bin Laden fa riferimento alla corrente dell'Islam wahhabita, dal nome dal suo fondatore Muhammad ibn Abd al-Wahh'b, che predica un ritorno alla religione delle origini con la cancellazione di tutte le innovazioni apportate nel corso del tempo."